The Max we could afford

È da tempo che non mi occupo del nostro amato Milan. Ciò fa parte della mia involuzione, cominciata due abbondanti anni fa e che ancora devo correggere adeguatamente. Involuzione mia e della squadra, verrebbe da dire. È difficile essere affezionati al nuovo corso come lo si era al vecchio. Quella era una squadra straordinaria, non tanto per i risultati quanto per il talento e il materiale umano da cui era costituito. Era fatta di persone grandi, e non potevi non esserne innamorato. Epperò capita che nelle mie visite al bar a prendere uno squallido caffè, quelle pagine rosa hanno un giorno hanno qualcosa di più interessante del solito. Intervistano Paolino. Sentir parlare un rossonero vero mi scalda il cuore. Mi ritorna un po’ di passione. E allora, ecco quello che penso.

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Sono sempre stato un difensore di Max, ma sono anche d’accordo con l’esonero. Era un allenatore già esonerato a inizio stagione, come si poteva andare avanti così? Allegri è un cocciuto, avrebbe potuto andarsene via da gran signore, lasciando in Milan in una situazione di evidente difficoltà (allenatori buoni e liberi sul mercato non ce n’erano). E invece voleva dimostrare di essere ancora una volta superiore a tutti gli ambienti ostili del mondo. Non c’è riuscito. Ma a lui va uno dei migliori ringraziamenti. Ha dimostrato di essere una persona vera, a cui il Milan piaceva veramente.

Seedorf chissà se andrà bene, chi lo può dire? Certo che così rischia di bruciarsi. Come può un allenatore alla prima esperienza fare un grande impatto, subito? Infatti non l’ha fatto. E sono già arrivate le voci di esonero. Galliani prima gli fa firmare un contratto fino al 2016 e poi dopo qualche sconfitta si parla già di esonero. In Inghilterra Rodgers ha fatto una prima stagione al Liverpool da schifo, ma nessuno ha dubitato di lui. L’hanno lasciato lavorare, con la dovuta calma. Ad ogni modo ha un sacco di idee interessanti Clarence. Prima su tutti la storia di un allenatore per reparto, come ho creduto giusto da sempre. Vedremo come andrà, nella speranza che a questo 2016 ci arrivi davvero, e che in fatto di mercato abbia più potere.

Galliani se ne deve andare. Subito o a giugno poco cambia. Il mercato di gennaio è stato un numero, un autentico numero. Essien e Rami sono giocatori di calibro. Ma è lui il colpevole di questa stagnazione. Dei diecimila parametro zero con quattro milioni di euro di ingaggio. Del filo diretto con Raiola. Degli acquisti a cazzo. Del monte ingaggi esorbitante per un roster mediocre.

La squadra c’è, ma non ha la mentalità giusta. Per costruire una mentalità ci vuole tempo, un sacco di tempo. Per ragione economiche qualcuno a fine stagione se ne andrà. Certo, la squadra c’è, ma non a questo prezzo. E allora bisogna avere uno scheletro di italiani per fare una fondazione a lungo termine. Montolivo, De Sciglio, El Sharaawy. Ci mettiamo anche Balotelli? Chissà. Bisogna andare a prendere qualche buon giocatore a poco prezzo, e che prenda poco di ingaggio, funzionale al gioco della squadra. A fare un 4231 ci vuole tempo. Non te lo inventi dalla mattina alla sera. Se si vuole rimanere con Seedorf, vada pure bene un nucleo di olandesi a fianco degli italiani. Emanuelson e De Jong, potrebbe arrivare qualcun altro. Bisogna costruire dei nuovi senatori. Il Milan è sempre stato anche quello.

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