La manifestazione

Vadim Zeland è un sedicente fisico russo che ha inventato, o meglio recuperato, l’antica arte del transurfing. Di lui c’è persino un articolo su Wikipedia. Il transurfing è la tecnica per navigare tra le linee di realtà, ovvero per spostarsi tra tutte le varie versioni di passato e futuro possibili per vivere quella in cui ci capiterà un evento desiderato. Abbastanza fenomenale, si direbbe.

Ho letto due dei suoi libri, e devo dire che sono letture piacevoli. Un po’ girovaghi, lievemente ripetitivi, ma tutto sommato rilassanti e fonte di discreti spunti di riflessione. Due dei suoi molti libri, perché pare che sia un autore molto prolifico.

Un po’ come molto prolifico è l’autore (o sono gli autori, non ne ho idea) di The Secret (che non ho letto), a giudicare dal colpo d’occhio che ho potuto godere in una certa zona della libreria, l’ultima volta che ne visitai una, il che è stato a dire il vero molto tempo fa.

Non che abbiano tutti i torti, questi poveri (ricchi, ora) autori. Queste cose quando vanno mainstream sono sempre versioni molto edulcorate della realtà. È un po’ la loro condanna. Una legge karmica. Un meccanismo di protezione dei segreti della natura. Par di leggere un libro di self help dei peggiori. Hai presente quelli che continuano a ripetere per pagine e pagine che il contenuto stesso del libro potrà portare a risultati incredibili per la tua vita? Poi il libro finisce e questa formidabile tecnica deve essere ancora rivelata. O meglio ti è stata mostrata dal buco della serratura. E rimani a bocca asciutta.

Ma perché non puoi darmi una scaletta, tipo 1. 2. 3., di quello che devo fare? Il procedimento? Ci metterai al massimo una paginetta. Poi non potresti dirmi se questa cosina ha davvero funzionato per te, e come ha funzionato, cos’hai ottenuto, quando non ha funzionato e perché credi che non l’abbia fatto? No. “Migliaia di persone in tutto il mondo stanno sperimentando i frutti del transurfing“. Fidati.

Non che non ci abbia provato. Ho provato a mettere in pratica il transurfing concentrandomi su un paio di eventi che avrei voluto accadessero. È semplice: prima di tutto devi liberarti totalmente del desiderio che quell’evento accada, e per far questo pensi a cosa succederebbe se alla fine non accadesse. Ovviamente non sarebbe la fine del mondo e quindi ti liberi dal desiderio. Poi devi pensare ai passi che devono accadere, ai sub-eventi, perché l’evento principale accada. E devi pensare che questi passi accadranno e che hai intenzione di farli accadere, proprio come hai intenzione di grattarti il naso se hai prurito. Devi esercitare insomma un’intenzione pura, purificata dal desiderio, dal giudizio morale e dal dubbio. Fine del transurfing in cento parole.

Ha funzionato? Mica tanto. Il primo evento non si è verificato, e ora siamo fuori tempo massimo; il secondo potrebbe ancora verificarsi ma non sono stati fatti passi in avanti. È anche vero che avevo chiesto cose non da poco e, dice il buon Zeland, come i corpi hanno un’inerzia nel moto così ce l’hanno anche gli eventi nello spazio delle varianti (lo spazio di tutti gli eventi possibili). Un evento grosso (ovvero, poco probabile) ci vuole tanto a metterlo in moto, un evento piccolo (ovvero probabile) ci vuole poco. Non fa una grinza; ma se gli eventi probabili accadono e quelli non probabili non accadono, a cosa mai mi serve il transurfing?

Per cui non resta che bruciare nel camino questi libretti, se mai qualcuno li ha comprati (io no). E passare alle cose serie. Perché salta fuori che c’è una parole per definire quello che questi autori di paccottiglia cercano di descrivere, ed è: manifestazione. Manifestazione – si capisce a senso – perché c’è qualcosa che esiste solo nella tua mente che vuoi che esista (che si manifesti) anche nella realtà.

Mi rendo conto che il problema è complesso e che probabilmente mai nessuno riuscirà a darne una descrizione completa, ma questo è quello che ho capito io, da un punto di vista pratico. Quando tu vuoi qualcosa, devi letteralmente chiederla all’universo. Consciamente, nella tua mente o anche a voce alta, esprimi cosa vuoi. E la devi definire più precisamente possibile. E non devi essere modesto o risparmiarti, non esiste morale qui. Quindi, se voglio trovare lavoro, devo dire qualcosa del tipo “voglio che mi arrivi un’offerta per un posto pagato almeno 2000 euro al mese, con meno di mezz’ora di viaggio da casa, con i weekend liberi, e voglio che mi arrivi entro la fine della prossima settimana”. E dopo devo lasciare che le azioni vengano guidate dall’intuito. Devo fidarmi della manifestazione. E non occorre ripetere la manifestazione o infondere ulteriori energie mentali in lei. Basta una volta.

Ha funzionato? Vediamo:

  • Prima della sessione di esami di luglio, in cui avrei dato tre esami, ho manifestato che la media dei risultati di questi esami avrebbe dovuto essere superiore a 27. In due di questi ho preso 27, e nel terzo…
  • Il giorno prima dell’orale del terzo esame, avendo preso 29 allo scritto, ma non avendo studiato granché per l’orale, ho manifestato che avrei preso 30 e lode. Ebbene, all’orale ho risposto “non so” a un paio di domande. Ho risposto alle altre. Avendo portato solo uno tra i multipli lavori per casa (facoltativi) che il professore aveva dato. E ho preso 30 e lode.
  • Sono andato in vacanza al mare, in un campeggio. Un venerdì, il giorno prima di quello di ricambio dei vacanzieri, ho manifestato che il giorno dopo sarebbe dovuto arrivare un consistente gruppo di tedeschi, con figlie diciamo decisamente appetibili, e una di queste avrebbe dovuto pregarmi abbastanza immediatamente di soddisfare i suoi impulsi sessuali. Il martedì successivo sono arrivate attorno a me quattro famiglie di tedeschi da Aachen, i quali purtroppo avevano solo figlie in età molto tenera.
  • Sempre in questa vacanza al mare, era con noi una famiglia di conoscenti. I dirimpettai olandesi di questa famiglia avevano avuto un piccolo problema: il padre si era sentito male ed era stato ricoverato al pronto soccorso. Questo signore, a quanto si capisce, non parlava inglese, e la situazione generale era che la sua famiglia non riusciva bene a farsi dire cos’avesse e quando sarebbe stato dimesso, nonché se avrebbe potuto guidare fino all’Olanda per il ritorno. La moglie stava progettando infatti di tornare in aereo lasciando la macchina in Italia, per poi venirsela a prendere. Bel casino. Ecco che i nostri conoscenti si propongono di dare una mano, e un bel venerdì, due o tre giorni dopo il malore del signore, alle tre del pomeriggio caricano la signora olandese in macchina per andare in ospedale e farsi dare delucidazioni dai medici italiani. Io ho un modo migliore: manifesto che i medici diranno che questo tizio sta bene, che verrà dimesso il giorno dopo e che potrà guidare fino a casa. Quando alla sera i nostri amici tornano a casa, ci comunicano con felicità che l’olandese sta bene, verrà dimesso il giorno seguente e potrà guidare, ed era stato trattenuto in ospedale così a lungo per errore.
  • Recentemente un compagno di squadra mi telefona dicendo che la provincia di Venezia ci ha tolto la disponibilità per la palestra che usavamo l’anno scorso. Maledetti burocrati. L’alternativa sarebbe un’altra palestra abbastanza di merda. Manifesto che voglio avere invece un’altra palestra, che abbia il fondo in parquet, sia distante al massimo un quarto d’ora da casa, sia grande almeno quanto quella dell’anno scorso, e si giochi il venerdì sera alle otto. Il mio amico qualche tempo dopo mi dice che c’è ancora una piccola possibilità che si giochi nella palestra dell’anno scorso, però il venerdì sera anziché giovedì. Per inciso, questa palestra ha tutte le caratteristiche che ho elencato prima. Da allora non ho più saputo niente; questa è ancora in sospeso. Aggiornamento: ieri ho saputo che c’era stata la possibilità di avere un’altra palestra, che io non avevo minimamente contemplato, sempre con tutte le caratteristiche sopra (tranne l’orario e il giorno della partita, perché non mi sono informato); questa possibilità è però sfumata subito. Ho subito ri-manifestato, e per il momento siamo sempre in sospeso.
  • Alle 19 di mercoledì scorso abbiamo allenamento al parco con la squadra. Il tempo è abbastanza incerto. La mattina piove a dirotto, nel primo pomeriggio no ma il cielo permane minaccioso. Mi arriva un messaggio di un tipo che mi chiede se si fa lo stesso allenamento. Rispondo, certamente. Sfiga, alle cinque e trequarti viene comincia a piovere. Tempo dieci minuti e viene giù il finimondo. Mi arrivano altri messaggi. Dico che alle 18.40 si prende una decisione, e manifesto che entro le 18.40 smetterà di piovere. Alle 18.35 la pioggia cessa. Dieci minuti dopo esce il sole, che rimarrà in cielo fino al tramonto.
  • Una domenica sera corro 29 km, e di conseguenza il lunedì successivo ero abbastanza finito. Quella sera avrei dovuto giocare una partita. Non ce la faccio, ma purtroppo c’è carenza di uomini. A calcetto si gioca in cinque e insomma, non abbiamo cambi per questa partita. Mentre sto guidando per andare al campo a vederla e dirigere la squadra, decido che una maniera per vincere è manifestare che il avversari siano scarsi, ma tanto scarsi. Quando arrivo scopro che effettivamente noi siamo solo in cinque, ma che anche gli avversari sono in cinque e che sono tra i più scarsi che abbia visto sulla faccia della Terra.
  • Cerco di manifestare che una persona, di cui non ho notizie da circa un anno, mi contatti entro ventiquattro ore. Sono passati due giorni e non è ancora successo niente.
Questa lista ovviamente andrà aggiornata, perché il numero di prove non è sufficiente per dare risposte definitive. Ma sembra che l’abilità ci sia davvero, e siano solo da collezionare più occorrenze, combattendo la tendenza della nostra mente a registrare solo gli eventi favorevoli e dimenticare quelli contrari, logicamente. Più che altro spero di vedere emergere una schema degli eventi con cui funziona e di quelli con cui non funziona; ho la sensazione che questo schema esista, ma finora non ho la più pallida idea di cosa possa essere.

Ora viene la parte difficile. Sembra che non tutti gli essere umani posseggano questa abilità di manifestare. Sai che c’è sempre quell’amico che vince sempre a carte ed è pieno di coincidenze fortunate nella sua vita, e tu ti domani come. Ora guarda questo teschio:

È un vero teschio umano. Appartenente a una razza che potremmo chiamare delle “teste ad anguria”. Ora, per farla breve, una teoria sostiene che tutta quella massa celebrale nel lobo occipitale superiore fosse la sede di un particolare potere: quello della magia. Quando le varie razze di uomini (Cro-Magnon, Neanderthal quelli riconosciuti dalla scienza ufficiale, più queste teste di anguria e varie altre di cui non si sa molto) si sono ibridate, le differenze si sono appianate, da cui il fatto che non si vedono più in giro uomini fatti così. Però questi tratti genetici, come nei topolini di Mendel, continuano a saltare fuori di tanto in tanto.

Come appare una testa di anguria oggi? Guarda qui:

Quindi, se hai una genetica simile a quella di quest’antica razza, probabilmente manifestare sarà una cosa abbastanza naturale per te. Ma per sfiga non sei una testa di anguria, e vuoi lo stesso emulare i poteri che furono infusi in questa perduta razza. Devi emulare i poteri del suo (suo del tizio pelato) lobo occipitale inferiore con il tuo occipitale inferiore, che hai.

Dopo che hai formalizzato verbalmente la tua manifestazione, comincia a meditare su questo koan:

Shamanic Drive (Mad dreamer) (Adamic authority) (l: back lobe)

l: back lobe sta per locus: lobo occipitale, e vuol dire che mentre mediti sul koan devi focalizzare l’intenzione sul tuo lobo occipitale. Perché tu possa meditare sul koan, serve che le parole che lo compongono acquisiscano significato per te. Un po’ devi affidarti all’intuito, un po’ puoi seguire questa traccia:

  • Shamanic drive perché lo sciamano è colui che entra in contatto con i mondi da cui è possibile plasmare la realtà, è colui che possiede le chiavi d’accesso alla magia.
  • Mad dreamer perché se hai un lobo occipitale inferiore sviluppato hai un centro visivo più sviluppato che ti permette di vedere ciò che non esiste; inoltre se hai letto Castaneda sai che “chi è padrone del sogno è padrone della realtà”, ovvero che dal controllo dei sogni si può risalire la strada per il controllo della realtà.
  • Adamic authority perché quello della magia è il potere che aveva Adamo prima della cacciata dall’Eden.

 Basta meditare 2-3 minuti e poi la manifestazione è ufficialmente conclusa. Congratulazioni, ora sei infuso dei poteri delle teste di anguria.

Per passare ad argomenti più frivoli, il tizio bruttissimo pelato qui sopra è abbastanza riconoscibile come melonhead, ma non sempre le cose sono così nette. Ti dò qualche esempio in più di melonhead moderni:

Abbastanza spaventevole, no?

Per approfondire:
http://www.koanicsoul.com/blog/2012/06/27/how-to-manifest-whatever-you-want/

5 pensieri su “La manifestazione

    • Il koan, nel senso in cui viene usato in questo post, è solo qualcosa di evocativo.
      Sono parole chiave che evocano in te, soprattutto nel tuo inconscio, certe idee e concetti.
      Prima di usarlo devi aver appreso cosa vuol dire, usando anche la tua intuizione.
      Poi ovviamente puoi anche tradurlo, ma onestamente non ne vedo il motivo.

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