Oggi non potevo mancare. Nonostante il freddo, mi è troppo cara questa annuale visita a Venezia di notte, questo rituale passaggio sul ponte votivo, questa lenta processione da una all’altra basilica. E poi ho un mal di gola che la Madonna mi guarirà.
Le volute del Longhena oggi erano inviluppate dalle impalcature, ma nevermind. Anche se non ho potuto ascoltare tutto, ho atteso le parole conclusive del card. Scola, che non si sono fatte aspettare. Preso il microfono in mano, ha cominciato ad avanzare tra la folla, cominciando a parlare ritto sui gradini del presbiterio, in modo che tutti potessero vederlo. Il solito Du Stil, la solità incisività. Peccato essermi perso la prima parte. Ma mi sa che prenderò il libro dei suoi discorsi ai giovani.

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