La città è umile e silenziosa il mercoledì sera, mi accoglie nella sua coperta di nebbia senza scoporsi. Il soffitto del duomo sembra anche lui perdersi altissimo nella foschia, le note gregoriane si impastano con quell’aria spessa. Mentre qualcuno mi ricorda che contemplare significa stare di fronte al tempio, e guardare la storia con gli occhi di Dio, nessuno si pone il problema se io mi ricordi che sono polvere.

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