Oggi faccio io l’innamorato fisso. Questo pomeriggio uscivo dall’università e vedo un’assembramento in strada: tre-quattro auto dei carabinieri che bloccano il passaggio. Una marea di gente educatamente dietro alla banda rossa e bianca. I comunisti hanno messo una bomba? Vorrei avvicinare il carabiniere per convincerlo a lasciarmi passare, ma non so se è meglio che gli dica che sono dei Servizi Segreti o che ho messo una bomba più grande di quella dei comunisti. Tra tante disgrazie, mi viene una brillante idea. E’ bello sfruttare queste situazioni per seminare il panico generalizzato. Ad esempio, terrorizzo tre studentesse malcapitate dicendo che si è barricato nell’edificio un orso polare con un barile di nervino. A me l’aveva detto una fonta affidabile. Da non crederci, venti minuti dopo sono arrivati i Forestali e contemporaneamente il picchetto per protestare contro l’eventuale abbattimento. Quando vogliono, le voci corrono. Poi purtroppo è arrivato il pullman che mi porta a casa. Non ho avuto il tempo – tra le tante cose – di prendere un rumeno, dargli dieci euro, e fargli chiamare la polizia chiedendo un po’ di soldi in cambio di non far saltare in aria tutto. Non avrei chiesto tanto. Cinquanta euro per fare il pieno alla macchina e una bottiglia di Whiskey.

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