Umida serata d’inverno a Venezia. La nebbia spessa ti si deposita sui capelli. Mi sento un po’ Brodskij ma mancano almeno due cose: non percepisco l’odore di alghe sottozero e non so chi sia il mio angelo-guida per le calli. I fanali gialli dei vaporetti tagliano la coltre bianca. Forse allora sono un po’ D’Annunzio, ma non so chi sia la mia Eleonora Duse. Qualcuno ha messo una stella cometa luminosoa all’apice del nuovo ponte di Calatrava. Non c’è niente da fare, è proprio una sera da Fondamenta degli Incurabili come mi mancavano da tempo. Poi penso che quel libro, presente nel mio cuore, manca nella mia libreria. E forse voglio che continui a mancare.

Un pensiero su “nessun titolo

Commenta